"Filippo Staniscia espone un particolare genere artistico, revival artistici e soggetti prelevati da opere altrui, per frullarle, mischiarle, sovrapporle, le une con le altre. Ma quale è la necessità che spinge l'artista a misurarsi in un dialogo a "monologo" con i maestri del passato quali: Modigliani, De Chirico, Picasso, e via discorrendo? Forse, può essere "l'esigenza" di ricercare il dialogo, di creare condizioni umane "nuove" che possano restituire "immagini del passato" filtrandole in una "semplice purezza". Non è un caso, a mio avviso, che Staniscia riesca a far confluire le campiture dei suoi soggetti, della sua scacchiera magica, per mezzo di soluzioni modulari, mai ripetitive, nelle quali si celano i "tratti caratteristici", gli "utopistici ritratti" nei quali la collettivita' si identifica."

 

Gabriele Romeo, Critico e Storico dell'Arte

curatore Padiglione Bolivia 57° edizione

Biennale d’arte di Venezia 2017

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