GEOGRAFIA DEL CORPO - SPAZIO


Il “movimento” come espressione del corpo è da considerarsi nell’istante in cui l’uomo si propone di generare la “forma della materia”. In questa mostra gli artisti hanno modo di raccontare l’”ARTE” come molteplice ambito di studio e di ricerca delle forme “iconograficamente figurate” e di quelle “concettualmente astratte”. Il periodo sociale e di sviluppo che stiamo attraversando, conduce i nostri artisti ad interrogarsi su come sia possibile instaurare un dialogo evolutivo ed aperto su di una “riqualificazione dell’arte” come momento di speranza per permettere alle nuove generazioni di artisti di essere guardati e fruiti da un pubblico desideroso di porre loro “domande”. L’arte è prima di tutto curiosità e sperimentazione, rigenerando “nuove prospettive”, nelle quali le collettività possono e devono riconoscersi ed interagire. La mostra itinerante dal duplice titolo Body E-motion (Emozione del Corpo/Corpo in movimento), sintetizza il lavoro applicativo degli artisti in rapporto ai due spazi di natura fisica e transfica. A questo punto le teorie euritmiche sull’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, vengono misuratamente rivissute dagli artisti e rielaborate a misura d’uomo per rivelarci il “caos-dinamico”. Infatti, l’azione del corpo, implica all’uomo un movimento di tipo “aperto”, e di conseguenza lo “spazio nel quale loro operano” (il supporto, la tela, etc.) è il territorio che loro stessi esplorano; così creando, delle mappe geografiche nelle quali immettere lo sguardo dell’enunciante. Il discorso di "arte coreutica" trova un risvolto positivo nell'istante in cui il maestro storico di fama internazionale, Giorgio Celiberti, accetta di esporre le proprie opere in dialogo ad un percorso evolutivo "geografico-spazialista", così finemente indagato dagli undici artisti che lo accompagnano. L'importante percorso naturalistico contenuto nell'Isola della Cartosa, vede come location la "Casa dell'Ortolano'', nella quale sono esposte le 22 opere del maestro fruiliano.

 

Tra gli artisti che espongono all'evento emergono per "rilevanza tecnico-artistica": Filippo Staniscia, Giuseppe Graniello, Andrea Giusti, Simonetta Rossetto, Paolo Beraldo, Gabriele Salvatore, Laura Pintaldi. Infine, a nome mio personale e di tutti gli artisti, ringrazio Alberto Sonino (Vento di Venezia) e Gloria Rogliani per averci accolto in questa importante e significativa iniziativa che umilmente vede “Venezia come luogo del confronto interdisciplinare”.

Il Curatore

Gabriele Romeo, Critico e Storico dell'Arte

curatore del Padiglione Bolivia alla 57° edizione

della Biennale d’arte di Venezia 2017

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